
Box Scorta - 12 Botanic miste 33cl
€ 36,00La scorta Baladin analcolica: 4 Botanic Blonde 33 cl., 4 Botanic Blanche 33 cl., 4 Botanic IPA 33 cl.
Come reagite di fronte al concetto di birra analcolica? Molte persone guardano con diffidenza questi prodotti, non considerandoli degni di attenzione o anche semplicemente “autentici”. In effetti la birra è una bevanda che nasce da un processo fermentativo e la produzione di alcol è una delle sue conseguenze primarie.
Eppure la birra senza alcol non solo sta ottenendo sempre maggiore attenzione tra i consumatori, permettendo di superare le resistenze psicologiche che può indurre in prima istanza, ma addirittura rappresenta uno dei fenomeni di mercato più sorprendenti al momento.
Negli ultimi dieci anni le vendite di birra alcohol-free sono cresciute del 90% e nel 2024 è previsto un ulteriore incremento dell’8% - nel frattempo le vendite di birra tradizionale aumenteranno solo dell’1,8%. Secondo un rapporto di Global Market Insights, le dimensioni del mercato della birra analcolica supererà i 29 miliardi di dollari entro il 2026. Le multinazionali del settore stanno lanciando sul mercato prodotti ad hoc con sempre maggiore frequenza, ma l’aspetto interessante è che anche il segmento della birra artigianale sta entrando in questo mercato, tanto all’estero quanto in Italia.
Perché le birre analcoliche stanno ottenendo questo successo di pubblico? I motivi sono diversi. Innanzitutto soddisfano il desiderio di continuare a bere birra senza gli effetti collaterali dell’assunzione di alcol. È un tema molto sentito soprattutto in quei Paesi dove è diffuso il binge drinking e l’assunzione di bevande alcoliche è una vera piaga sociale. L’assenza di alcol (o comunque la sua presenza in quantità trascurabili) riduce poi sensibilmente l’apporto calorico della bevanda, rendendo la birra zero alcol molto appetibile per chi è attento al benessere fisico o addirittura per chi pratica sport con regolarità.
Quella analcolica è una birra leggera e inoltre è un prodotto molto inclusivo, perché si rivolge anche a chi solitamente (o in particolari momenti della propria vita) non può consumare bevande alcoliche. Pensiamo ad esempio alle donne in gravidanza oppure a chi sta assumendo medicinali. Oppure può essere bevuta tranquillamente nella pausa pranzo durante le giornate lavorative, o ancora da chi svolge lavori che proibiscono l’assunzione di alcolici. In altre parole, grazie alla birra alcohol-free è possibile superare tante delle restrizioni sociali o legali solitamente legate al consumo della bevanda, aprendo la strada verso un nuovo rapporto nei confronti della birra (o comunque di una sua particolare declinazione).
La birra analcolica può trovare spazio in mercati internazionali dove quella tradizionale è considerata illegale, spesso per motivi religiosi. Un terzo della birra alcohol-free, infatti, è consumata in Medio Oriente, con un contributo decisivo da parte dell’Iran, dell’Egitto e dell’Arabia Saudita. L’Iran è il paese con più consumatori al mondo di birra analcolica e più di 30 birrifici locali producono prodotti privi di alcol, non di rado ricorrendo a tecniche innovative. Altri mercati internazionali in forte ascesa sono quelli dell’Asia Pacifica (APAC) e dell’America Latina.
La scorta Baladin analcolica: 4 Botanic Blonde 33 cl., 4 Botanic Blanche 33 cl., 4 Botanic IPA 33 cl.
Da parte dei birrifici c’è interesse nel produrre birra analcolica non solo per una domanda crescente del mercato, ma anche per i vantaggi fiscali che ne conseguono. Poiché generalmente le imposte sulla produzione di birra dipendono dal contenuto alcolico. Realizzare birre analcoliche permette di risparmiare cifre consistenti in termini di tasse da versare allo Stato (anche se gli ingredienti e le lavorazioni necessarie non rendono la produzione “meno costosa” di altre birre). Inoltre, i canali distributivi sono infinitamente più ampi, poiché la birra analcolica può essere venduta virtualmente ovunque, senza la necessità di possedere una licenza ad hoc per il commercio di alcolici.
Il futuro della birra analcolica dunque è assicurato da una serie di vantaggi che fornisce in termini di consumo, produzione e distribuzione. I recenti cambiamenti sociali stanno consentendo di abbattere o comunque attenuare le resistenze psicologiche dei bevitori nei confronti di simili prodotti. In effetti non bisogna necessariamente considerare la birra alcol-free come un’alternativa a quella convenzionale: possono tranquillamente convivere ed essere destinate a momenti o situazioni di consumo differenti. In definitiva la birra analcolica si inserisce in contesti che solitamente sono inaccessibili alla birra standard; per questa ragione raramente si creano sovrapposizioni, potendole considerare due incarnazioni complementari della stessa bevanda.
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